2017”N05ŒŽ23“ú

La casa auto,obilistica Toyota - Le mortti da sovraffaticamento sul lavoro

La casa automobilistica Toyota – 3
Le morti da sovraffaticamento sul lavoro

Avv. Reiko Atsumi

Sono molte le persone che sentendo parlare della casa automobilistica Toyota, gli viene in mente una ottima ed eccellente azienda. Tuttavia, abitando nella Prefettura di Aichi, sento spesso delle terribili condizioni delle fabbriche in cui lavorano i dipendenti di questa azienda. Per di più alla Toyota Motors ci sono spesso casi di morti o suicidi dovuti al sovraffaticamento sul lavoro, e qualche volta queste notizie escono sui giornali.

Io personalmente non mi sono mai occupata di morti per sovraffaticamento sul lavoro accadute alla Toyota, perciò ho fatto alcune ricerche e ho trovato la sentenza n. 814 del Tribunale del Lavoro emessa il 18 giugno del 2001 (Anno 13 dellfEra Heisei) dal Tribunale distrettuale di Nagoya sul caso del Direttore dellfIspettorato del Lavoro di Toyota (Toyota Motors), e la sentenza n. 856 del Tribunale del Lavoro relativa allo stesso caso emessa dalla Corte di Appello di Nagoya lf8 luglio del 2003 (Anno 15 dellfEra Heisei). Ho trovato anche una sentenza emessa dal Tribunale distrettuale di Nagoya in data 30 novembre 2007 (Anno 19 dellfEra Heisei) relativa al caso del Direttore dellfIspettorato del Lavoro di Toyota e dello Stato (Totota Motors). Inoltre ho trovato un articolo di giornale in cui si parla di una sentenza relativa ad una morte da sovraffaticamento sul lavoro avvenuta in unfazienda collegata alla Toyota con una sentenza delle Corte dfAppello di Nagoya del 23 febbraio 2017 (Anno 29 dellfEra Heisei). Per quanto riguarda le morti da sovraffaticamento sul lavoro, se si cercano non solo notizie relative alla Toyota Motors ma anche quelle relative alle aziende a essa collegate, è probabile che i casi siano molti di più.

Il primo caso è quello di un suicidio di una persona che si è gettato giù da un edificio.
Il signor gAh fu assunto dalla Toyota Motors nellfaprile del 1978 (Anno 53 dellfEra Showa) e lavorava come ingegnere alla progettazione delle carrozzerie. Quando nel febbraio del 1988 (Anno 63 dellfEra Showa) fu promosso a capo del Reparto 1 del Settore della progettazione delle carrozzerie, il 23 agosto dello stesso anno, verso le 5:30 del mattino, si lanciò dal ballatoio del quinto piano di un palazzo vicino a casa sua, morendo a causa delle lesioni riportate su tutto il corpo. Al momento della sua morte il signor gAh aveva 35 anni.
Nel marzo del 1989 (Anno primo dellfEra Heisei) la moglie del signor gAh ha fatto richiesta della pensione di indennità al familiare di un defunto allfIspettorato del Lavoro di Okazaki, attribuendo il suicidio del marito al fatto che fosse entrato in uno stato di depressione a causa del lavoro, ma nellfottobre del 1994 (Anno 6 dellfEra Heisei) lfIspettorato del Lavoro di Toyota, a cui in seguito era stata girata la pratica, ha respinto la sua richiesta. Per questo motivo la moglie del signor gAh ha intentato una causa come querelante.
Il Tribunale distrettuale di Nagoya ha emesso una sentenza di gannullamento della decisione di non attribuire la pensione di indennità per il familiare di un defuntoh. In poche parole la moglie del signor gAh aveva vinto. A quel punto il Direttore dellfIspettorato del Lavoro di Toyota ha ricorso in appello alla Corte dfappello di Nagoya, e lf8 luglio del 2003 (Anno 15 dellfEra Heisei) fu emessa la sentenza di rigetto dellfappello.
Nellfudienza di appello fu molto controversa la questione se le cause della depressione che avevano portato al suicidio fossero dovute o no al lavoro, ma la sentenza dichiarava così come segue riguardo lfaumento vertiginoso degli impegni lavorativi in seguito alla promozione a caporeparto.

gNellfazienda Toyota, per quanto riguarda il processo di produzione, viene utilizzato un sistema originale dellfazienda caratterizzato dalla gautomatizzazioneh e dal metodo gJust In Timeh, attraverso cui si mira ad ottenere un grande innalzamento dellfefficienza produttiva e un abbattimento dei costi come ad esempio quelli sulle spese per il personale. Inoltre, per esempio, lo sviluppo dei nuovi modelli di auto o il minor-change delle auto di serie avveniva con un programma di lavoro giornaliero già fissato preventivamente per lfufficio di progettazione dei nuovi prodotti. E poi, siccome un ritardo da parte di chi si occupava della progettazione avrebbe influenzato enormemente anche lfagenda di lavoro degli altri reparti, si dovevano rispettare rigidamente le scadenze per la presentazione dei progetti, e per questo tale periodo era quello più impegnativo e pesante per il reparto progettazione.h
gI compiti lavorativi principali del signor gAh, in qualità di caporeparto, erano la produzione del resoconto mensile, la risoluzione delle lamentele arrivate dai reparti di produzione e dai punti vendita, la gestione della sistemazione delle operazioni, la scrittura dei progetti prioritari, il coordinamento con gli altri reparti, le riunioni per il miglioramento dei progetti recandosi nei luoghi di fabbricazione della produzione, la richiesta dei brevetti.h Oltre a ciò, furono verificati alcuni fatti come il lavoro effettuato fuori dagli orari lavorativi, lfesistenza di un regolamento degli straordinari ottenuto in seguito al movimento per il dimezzamento degli straordinari, gli ordini di recarsi in missione di lavoro allfestero, la nomina a leader sindacale di fabbrica da parte del sindacato dei lavoratori.
A causa di tutti questi fatti appurati, fu verificato anche che, ad esempio, gin altre parole, quelli erano compiti da quadri dirigenziali intermedi, e si può presumere che fossero più stressanti di quelli di un semplice dipendenteh, e che in più galla Toyota fino al giugno del 1987 (Anno 62 dellfEra Showa) ci fu il movimento per il dimezzamento degli straordinari, e che anche in quel 1988 (Anno 63 dellfEra Showa) veniva fissato il numero di ore di straordinario da raggiungere come obiettivo con una media di ore mensili per ogni singola persona, e anche se veniva formalizzata la revoca di alcuni lavori e lfefficientizzazione di altri lavori, per il regolamento degli straordinari, la densità del lavoro da svolgere si può supporre che fosse aumentata. Tra il novembre del 1987 (Anno 62 dellfEra Showa) e il giugno del 1988 (Anno 63 dellfEra Showa), il signor gAh faceva più di 40 ore di straordinario al mese, ma se si considera che ciò era quasi conforme alle ore di straordinario da raggiungere come obiettivo di cui si è detto in precedenza, si può dedurre che dopo il febbraio del 1987 (Anno 62 dellfEra Showa) la densità di lavoro per lui era molto più alta che in precedenza.h

gIl signor gAh, per via del sovraccarico di lavoro dovuto a una continua serie di straordinari e di lavoro fuori orario fatto fino a quel punto, ha assimilato tutto quel carico a livello fisico e mentale, e per aver accumulato la fatica fisica e psicologica, nonché per il fatto che il suo lavoro si sia appesantito per la scadenza della presentazione dei progetti di due nuove autovetture nel luglio del 1988 (Anno 63 dellfEra Showa), per il sovraccarico e per la fatica dei suoi compiti, e anche per il ritardo nella presentazione dei progetti, deve aver senza dubbio subito un fortissimo contraccolpo psichico e fisico... [...]... la depressione del signor gAh, che in questo nostro caso provava una fatica fisica e psichica a causa dei suddetti sovraccarichi di lavoro e per il fatto di essere stato nominato leader sindacale della fabbrica, e il fatto che questi fattori si influenzavano a vicenda con questo suo carattere tendente alla depressione, erano i sintomi di questa malattia; inoltre il coordinamento della sua agenda di lavoro con i progetti di sviluppo successivi e lfaver ricevuto lfordine di recarsi in missione di lavoro allfestero non hanno fatto altro che aggravare terribilmente questa sua depressione. È ragionevole riconoscere che in questo caso il signor gAh a causa della sua depressione desiderasse convulsamente morire e che per questo si sia suicidato.h Così fu riconosciuto il nesso di causa ed effetto tra la depressione e il suicidio del signor gAh e il suo lavoro.

Questa sentenza è ovviamente da considerare giusta, ma il primo motivo per cui il direttore dellfIspettorato del Lavoro aveva giudicato gnon assegnabileh la pensione di indennità era che si pensava che la causa del numero delle sue ore di straordinario fuori orario fosse che ne facesse circa 43 al mese. Tuttavia, pensare che il semplice fatto di fare un tot di ore di straordinario fuori orario possa far capire se ci sia o meno dello stress, e quanto ce ne sia, è pericoloso e dannoso. Questo perchè anche considerando lfipotesi che un datore di lavoro dia lfordine di diminuire le ore di straordinario per un dipendente, questo datore di lavoro non diminuirà mai i compiti che gli affida e non procrastinerà mai le date delle scadenze per lui. In questo senso si può pensare che in questa sentenza siano spiegate bene le ragioni per cui il direttore dellfIspettorato del Lavoro di Toyota si sia sbagliato.

Secondo le notizie riportate sui giornali, lfattualmente valido accordo n.36 della Toyota Motors (accordo tra imprenditori e lavoratori riguardante il lavoro fuoriorario stipulato in base allfarticolo 36 della Legge sugli Standard del Lavoro), si parla di 8 ore al giorno regolari, di 80 ore al mese e di 720 ore allfanno. Guardando queste cifre si può pensare che non siano eccessive, ma lfart. 32 della Legge sugli Standard del Lavoro prevede che per quanto riguarda il lavoro fuoriorario, siccome è di fino a 8 ore al giorno, se si aggiungono queste ore fuoriorario significa che glavorare fino a 16 ore al giorno va beneh; e siccome prevede fino a 40 ore alla settimana, se consideriamo per esempio che ci siano in un mese 4 settimane, farebbero 160 ore, e se a queste si aggiungono le 80 ore regolari, significa che gfar lavorare una persona 240 ore al mese va beneh.
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Traduzione di Diego Lasio

posted by Studio Legale Kanayama at 10:32| Toyota

2017”N05ŒŽ09“ú

La casa automobilistica Toyota - 2 Il sistema Toyota

La casa automobilistica Toyota – 2
Il sistema Toyota

Avv. Reiko Atsumi

Per chi è nato e vive nella Prefettura di Aichi, sono molti i conoscenti che lavorano non solo per la Toyota, ma per unfazienda affiliata alla Toyota o sua subappaltatrice.

Davanti a me ho un volume chiamato gIl libro nero delle grandi Compagnieh. Pubblicato nel 1981 (anno 56 dellfEra Showa) dalla gConferenza di Collegamento di Aichi per la tutela della libertà e della democrazia nei luoghi di lavoroh, chiarisce le condizioni lavorative dei luoghi di lavoro di grandi compagnie che stanno nella Prefettura di Aichi, come la Nippon Steel (Shin-nittetsu), la Toray, la Mitsubishi Heavy Industries, la Chubu Electric Power, la Sumitomo Light Metal Industries, la siderurgica Okuma, la Nippon Gaishi Insulators.

Al vertice degli articoli cfè quello scritto dai lavoratori della Toyota Motor Company, intitolato gil potenziamento del lavoro dovuto al metodo Kanban e i disastri sul lavoroh.
Nel 1980 la Toyota Motor Company aveva superato il milione di autovetture esportate, e gli attriti commerciali tra il Giappone e gli Stati Uniti dfAmerica erano senza dubbio molto gravi.
Si dice che in quel periodo in fabbrica gsi è rafforzata la costruzione di un sistema che porta il massimo dei risultati col numero attuale di dipendenti, e si è imposto un lavoro ultra-impegnativo inizialmente ai dipendenti della Toyota, e poi a tutti quelli delle piccole e medie imprese delle aziende subappaltatrici dellfindotto.h Se si guardano i numeri, tra il 1976 e il 1980, in 5 anni, mentre i ricavi lordi sono aumentati del 65,9% e il numero di vetture prodotte del 31,9%, il numero dei lavoratori è aumentato solo del 5,8%. In altre parole, il numero di vetture per ogni lavoratore è salito da 55,4 a 69 automobili, e i ricavi lordi per ogni lavoratore da 44 milioni a 70 milioni di yen. Da questi numeri si capisce bene che il carico di lavoro per ogni lavoratore è aumentato vertiginosamente.
In quel periodo, siccome si erano diffuse in tutto il Giappone le critiche per le terribili condizioni di lavoro dei dipendenti della Toyota, si dice che nei centri di assunzione non cferano persone che chiedevano di fare colloqui di lavoro per essere assunti dallfazienda.
Nel 1981 lfazienda portò avanti la politica di gaumento dei giorni di ferie pagateh, ma in realtà era un gmovimento per lfassegnazione di ferie in modo programmaticoh, e nellfarticolo di un giornale del tempo cfera scritto che gse si pensa a far funzionare la fabbrica con un numero minore di dipendenti, bisogna calcolare anticipatamente che i dipendenti lo sappiano. Insomma, questa è una cosa pensata dalla necessità dovuta alla diminuizione del numero di lavoratori che la mattina allfimprovviso prendono il riposo, e non è stata assolutamente pensato per rendere più facile prendere le ferie.h Come risultato ci fu che non aumentò la percentuale di ferie prese, ma solo quella di ferie programmate.
Inoltre, per aumentare la produzione, nella Prefettura di Aichi fu costruito lfimpianto di Tahara, e tra il giugno del 1980 e il maggio del 1981 vi furono trasferiti quasi 90 lavoratori provenienti dalla fabbrica della vicina città di Toyota. Tuttavia, in questfultimo impianto furono assunti in loro sostituzione solo 16 dipendenti e perciò il lavoro divenne ancora più intenso e duro. Questo modo di non abbassare i livelli produttivi pur diminuendo il numero dei lavoratori era il metodo con cui la Toyota gestiva il lavoro. Inoltre, per quanto riguarda la velocità della linea di produzione in un determinato posto di lavoro, si ideò il sistema Stop Watch con cui si misurava ogni singolo movimento del lavoratore, e per fare ciò si prese come punto di riferimento il lavoratore più veloce tra tutti, e questi dati vennero scritti sul Registro base del lavoro. Come risultato, tutti i lavoratori dovettero adattare la loro velocità a quella del loro collega più veloce, avendo un ulteriore rafforzamento dellfintensità lavorativa. Fu così che siccome ogni movimento era calcolato al secondo, ad ogni operaio fu rubato il tempo anche solo di andare in bagno durante il lavoro.

Nel gLibro nero delle Grandi Compagnieh cfè anche un articolo scritto da un lavoratore dellfazienda Toyota Telai Automatici.
La Toyota Telai Automatici è unfazienda precedente alla Toyota Motor Company, e fu fondata nel 1926 (anno 15 dellfEra Taisho), ed è attualmente la prima delle aziende collegate alla Toyota Motors, e oltre a produrre i telai meccanici come in origine, si occupa anche di una produzione legata alle automobili, come il montaggio, i motori, lfimpianto di aria condizionata, e altri pezzi elettronici. La sede si trova nella città di Kariya, nel quartiere Toyota.
Utilizza il metodo Kanban della Toyota, ma i lavoratori della fabbrica che produce automobili come azienda subappaltatrice della Toyota dicono che gè più duro lavorare alla linea della fabbrica tessile rispetto a quella delle automobilih, e anche i quadri dicono che gsiccome ricevono il lavoro dallfazienda madre Toyota, se la linea è più lenta di quella della fabbrica di automobili, non ci sono guadagni.h Per esempio, dicono che se nel 1975 la velocità della linea era di 7 minuti a vettura, nel 1979 si era velocizzata a 3 minuti e mezzo a vettura. Grazie alla velocizzazione della linea, in questi 4 anni il numero di vetture prodotte fu quadruplicato.
A causa di questa intensificazione del lavoro aumentarono le malattie dovute al lavoro come i mal di schiena, i disagi muscoloscheletrici, il tremolio delle mani. In questo articolo un lavoratore che soffriva di dolori alla schiena, quando ha presentato allfazienda il modulo di richiesta di assegnazione di un assegno per il pagamento delle cure mediche (cioè il modulo di richiesta di infortunio), lfazienda ha risposto per iscritto a questfuomo che gnon cferano cause legate al lavoroh, e ha scritto anche che gquesta insistenza nel sostenere che si trattasse di infortunio, era veramente deplorevole per i rapporti tra lfazienda stessa e il lavoratoreh. Nonostante nel caso in cui il modulo di richiesta di infortunio venga dato dal lavoratore allfazienda debba essere mandato da questa allfIspettorato del Lavoro, e debba anche essere conservato, qui lfazienda ha ostacolato e violato il diritto del lavoratore a fare richiesta di infortunio. È così che, nonostante sul posto di lavoro ci fossero diversi infortuni, i lavoratori non potevano nemmeno presentare la richiesta di infortunio a causa dellfatmosfera creata da una tale azienda.
Guardandola da questo punto di vista, si capisce perchè la Toyota dopo il 1980 sia diventata la seconda Casa Automobilistica del mondo per numero di vetture vendute, e in seguito sia diventata la prima in assoluto. In più è stato far lavorare i dipendenti fino la limite tenendo bassi gli stipendi che ha portato al risultato di un aumento dei numeri della produzione.
Riguardo alle condizioni di lavoro della Toyota Motors e delle aziende collegate, nonchè di quello che è diventato la loro base, cioè il gsistema Toyotah che si occupa della gestione della produzione e del lavoro, vi invito a consultare il professor Masaki Saruta, che è molto esperto dellfargomento, e che per esempio nel 1995 (anno 7 dellfEra Heisei) con lfAssociazione Zeimu Keiri Kyoukai (Associazione fisco-finzanziaria) ha pubblicato il libro gIl sistema Toyota e la gestione del lavoroh.

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Traduzione di Diego Lasio
posted by Studio Legale Kanayama at 16:05| Toyota

2017”N04ŒŽ20“ú

La casa automobilistica Toyota-1 La numero uno al mondo

La casa automobilistica Toyota – 1 La numero uno al mondo

Avv. Reiko Atsumi

Se si è nati e si vive nella Prefettura di Aichi, volenti o nolenti sono tantissime lo occasioni in cui balza agli occhi o si sente il nome dellfazienda chiamata gToyota Motor Corporationh.
La Toyota è famosa in tutto il mondo, tanto che sui giornali si legge spesso che la Toyota è la prima azienda automobilistica al mondo per numero di vetture vendute, o che è scesa al secondo posto. Tuttavia il 5 gennaio 2017 il Presidente americano Trump ha scritto su Twitter: gLa Toyota sta dichiarando di voler creare una nuova fabbrica a Baja, in Messico, per produrre le vetture della serie Corolla destinate al mercato statunitense. Questo è assurdo. Costruite le fabbriche negli Stati Uniti, altrimenti pagherete dei dazi altissimi!h Dopo questa critica diretta la Toyota è diventata ancora più famosa. Per questo motivo ho fatto un pof di ricerche su questa azienda.

Che lfIndustria Automobilistica Toyota in origine fosse la fabbrica di Telai Meccanici Toyota è una cosa talmente risaputa che cfè scritto anche sui libri di storia. Fu nellfagosto del 1937 (anno 12 dellfEra Showa) che si trasformò in azienda automobilistica.
Nella Prefettura di Aichi cfè una città che si chiama Toyota, ma in passato essa si chiamava Koromo. A tal riguardo, dopo che nel 1959 (anno 34 dellfEra Showa) la sede della Toyota fu stabilita nella città di Koromo, con lo scopo di farla diventare gla città dellfautomobileh, essa prese il cognome della famiglia proprietaria dellfazienda, e il nome di questa città fu cambiato in Toyota. In seguito la città di Toyota fu considerata come se fosse un sobborgo di questa gindustria-castelloh, e la vita dei cittadini è diventata completamente dipendente dallfazienda Toyota. Il nome attuale dellfazienda è gToyota Motor Corporationh, e la sua sede si trova nella città chiamata Toyota, nel distretto chiamato Toyota.
La vecchia Industria Automobilistica Toyota è cresciuta tanto da potersi vantare di essere arrivata a livello mondiale, ma soprattutto dallo shock petrolifero dellfautunno del 1973 (anno 48 dellfEra Showa), si dice che gnei successivi anni di bassa crescita economica, i risultati dellfIndustria Automobilistica Toyota furono relativamente positivi rispetto a quelli delle altre case automobilistiche, e le fu riconosciuta una grande forza di resistenza alla crisi economicah. Per questo motivo furono studiate gle cause fondamentali dei guadagni della Toyotah. Come metodo di produzione di massa era famoso il gSistema Fordh, ma la Toyota, utilizzando i nuovi metodi di produzione di massa chiamati gsistema di produzione Toyotah e gmetodo Kanbanh, diventò di colpo famosissima. Per quanto riguarda il processo di fabbricazione conosciuto come gJust In Timeh, è conosciuto come il sistema che elimina del tutto gli sprechi, e come hattività QC Circleh (controllo della qualità) che richiede orari di straordinario forzato ai lavoratori. In questo modo il gsistema Toyotah per forza di cose ha finito per non limitarsi solo allfinterno della fabbrica, ma è arrivato ad influenzare enormemente il modo di lavorare degli operai e la loro vita privata, fino a definire il modo in cui dovrebbero strutturate le imprese in subappalto.

A proposito, a partire da quella di Aichi, le fabbriche della Toyota si trovano in tanti posti in Giappone, ma pare che già da tanto tempo fa la Toyota producesse allfestero; nel 1958 fondò unfazienda in Brasile e nello stesso anno vi cominciò la produzione. Per quanto riguarda i motivi per cui cominciò dal Brasile, leggendo sul sito della Toyota cfè scritto che gquesto Paese era circondato da ricche risorse naturali, che tra i Paesi arretrati era quello che aveva più probabilità nel futuro immediato di avere un mercato con redditi alti, che fin da prima della Seconda Guerra Mondiale cferano tanti immigrati giapponesi e che i prodotti giapponesi venivano visti con simpatia, e che siccome lo stesso Paese aveva già portato avanti i preparativi per una produzione automobilistica nazionale, si era deciso di fondare lì unfazienda produttrice.h
Inoltre, dopo lo sviluppo dellfideologia gSenza Confini (Borderless)h nata nella metà degli Anni Ottanta, furono aumentati velocissimamente i punti base con centro in Europa, fino ad arrivare nel dicembre del 2016 ad avere 53 fabbriche produttrici presenti in 28 Paesi-Regioni del mondo, e ad avere dei punti vendita Toyota in 170 Paesi. La Toyota sta mostrando senza ombra di dubbio uno sviluppo di livello mondiale.

Una così sviluppata rete di vendita a livello internazionale ha causato dei grossi problemi soprattutto nelle relazioni con lfAmerica.
Nel 1980 (anno 55 dellfEra Showa) la produzione di automobili giapponese ha raggiunto i dieci milioni di vetture, superando quella statunitense e divenendo la prima al mondo; anche le esportazioni della Toyota nel 1980 hanno superato il milione di autovetture, stabilendo il record storico. Dallfaltra parte, in America, le tre grandi case automobilistiche della General Motors (GM), della Ford Motors e della Chrysler stavano crollando con un aumento dei conti in rosso, e insomma nacque una frizione negli scambi commerciali tra Giappone e Stati Uniti. Nel giugno del 1980, trovando nelle automobili giapponesi la causa dellfaumento vertiginoso della disoccupazione interna degli Stati Uniti, fu promossa unfazione giudiziaria presso lfInternational Trade Commission, e nellfagosto dello stesso anno anche la Ford sembra che avesse intentato la stessa causa. In quella causa fu stabilito che la responsabilità non era delle automobili giapponesi, ma nel gennaio del 1981 (anno 56 dellfEra Showa) fu eletto presidente Ronald Reagan, aumentarono le richieste di un autocontrollo delle esportazioni verso il Governo giapponese, e furono limitate le importazioni di autovetture di produzione giapponese.
Anche con lfavvento dellfera politica di Clinton nel 1993, il settore delle automobili e delle parti delle automobili fu un importante tema delle gdiscussioni generali tra Giappone e Stati Unitih, e nonostante le trattative fossero durate molto tempo, si arrivò a un accordo nel giugno del 1995, così che la Toyota presentò un nuovo business plan internazionale che aveva come basi degli gincentivi a localizzareh la produzione e ad gaumentare le importazionih, e con lfaumento della produzione estera, portò la vendita allfestero delle autovetture prodotte fuori dal Giappone da un 48% del 1994 al 65% del 1998.
In seguito, con lfespansione della produzione locale in America, e con lfintroduzione di nuovi modelli adattati al mercato americano, portò avanti una rete di punti vendita aumentando il numero di autovetture vendute, dal notevole 900 mila mezzi del 1988, al milione e 50 mila del 1990, ai 2 milioni e 60 mila del 2004, ai 2 milioni e 620 mila del 2007, superando nel 2006 la Chrysler e nel 2007 la Ford Motors, e diventando la seconda azienda automobilistica in America dopo la General Motors.
Ed è così che la Toyota è diventata una grande azienda a livello globale, anche se aveva dei continui problemi nei rapporti commerciali con lfAmerica.
Tuttavia, per quanto riguarda la storia della Toyota, siccome sul sito ufficiale dellfazienda cfè la pagina gI 75 anni di storia della Toyotah, per i dettagli vi prego di consultare questa. A proposito, nella storia della Toyota gli anni sono riportati secondo il sistema di conteggio occidentale, e tra parentesi sono riportati gli anni secondo il sistema giapponese. Mi viene da fare un paragone con i tribunali giapponesi dove si usa ancora conteggiare gli anni secondo il sistema giapponese.

La classifica delle vendite delle case automobilistiche mondiali del 2016 alle prime dieci posizioni è la seguente:

10) Suzuki 2 milioni 880 mila vetture
9) Peugeot – Citroen 2 milioni 973 mila vetture
8) FIAT – Chrysler 4 milioni 610 mila vetture
7) Honda 4 milioni 710 mila vetture
6) Ford Motors 6 milioni 635 mila vetture
5) Hyundai Cars Group 7 milioni 760 mila vetture
4) Renault – Nissan Alliance 8 milioni 528 mila vetture
3) General Motors 9 milioni 840 mila vetture
2) Volkswagen Group 9 milioni 930 mila vetture
1) Toyota Group 10 milioni 151 mila vetture

La situazione finanziaria della Toyota a marzo del 2016 è la seguente (1 euro = 116 yen, cambio del 15 aprile 2017):

Ricavo Lordo individuale 11585 miliardi 800 milioni di yen
gruppo 28403 miliardi 100 milioni di yen

Profitto commerciale individuale 1402 miliardi 100 milioni di yen
gruppo 2853 miliardi 900 milioni di yen

Profitto netto individuale 1813 miliardi di yen
gruppo 2312 miliardi 600 milioni di yen

Capitale netto individuale 10859 miliardi 400 milioni di yen
gruppo 18088 miliardi 100 milioni di yen

Capitale Lordo individuale 16102 miliardi di yen
gruppo 47427 miliardi 500 milioni di yen

Numero di dipendenti individuale 72721 persone
gruppo 348877 persone

La Toyota anche solo individualmente ha dei grandi profitti, ma soprattutto vedendo i dati finanziari del gruppo si capisce che è una compagnia enorme.



Traduzione di Diego Lasio
posted by Studio Legale Kanayama at 10:15| Toyota

2017”N01ŒŽ31“ú

Riforma costituzionale Renzi-Boschi-2

@@@@@@@@@@Riforma costituzionale Renzi-Boschi - 2
@
La proposta di Riforma costituzionale dellfex primo ministro Matteo Renzi era stata pubblicata su internet, e stampandola sono venute fuori addirittura 22 pagine in formato A4. Per esperienza, quando si traduce dal giapponese allfitaliano il numero di pagine è maggiore di una volta e mezzo, e quindi in giapponese verrebbe fuori un lungo testo di circa 15 pagine.
La Legge di riforma costituzionale fu approvata il 18 aprile 2016, e siccome il Referendum costituzionale è stato il 4 dicembre, mi viene da chiedermi se il popolo italiano ha votato veramente dopo aver attentamente riflettuto su essa.

Gli articoli della Costituzione Italiana sono 139, e questa proposta di riforma, cominciando dalla modifica dellfarticolo 55 (sul sistema bicamerale), prevedeva la modifica degli articoli 57, 59, 60, 63, 64, 66, 67, 69, 70 (sul potere di legiferare), 71, 72, 73, 74, 75, 77, 78, 79, 80, 82, 83 (sul Presidente della Repubblica), 85, 86, 88, 94 (sul Consiglio dei Ministri), 96, 97, 99, 114 (sulle Regioni, le Province e i Comuni), 116, 117, 118, 119, 120, 122, 126, 135 (sulla formazione della Corte Costituzionale) e si estendeva a tutto il sistema di governo in generale.

Il punto principale della Riforma riguardava la modifica del sistema legislativo bicamerale.
Il sistema bicamerale viene utilizzato in diversi Paesi nel mondo, e anche in Giappone, come tutti sanno, cfè un sistema con due camere, la Camera dei Rappresentanti e la Camera dei Consiglieri. Soltanto che, con le dovute differenze, di solito la camera eletta direttamente dal popolo attraverso le elezioni viene comunemente chiamata Camera Bassa, mentre lfaltra viene solitamente chiamata Camera Alta.
A tal proposito, per quanto riguarda i rapporti tra le due camere, in Giappone non cfè parità tra esse, ma viene riconosciuta una supremazia della Camera dei Rappresentanti. Per esempio, nellfarticolo 69 della Costituzione Giapponese, che recita che gnel caso in cui la Camera dei Rappresentanti approvi una proposta di risoluzione di sfiducia, o in cui bocci una proposta di risoluzione di fiducia, a meno che entro dieci giorni non venga sciolta la stessa Camera dei Rappresentanti, il Governo deve dare le dimissioni in totoh, viene riconosciuto solo alla Camera dei Rappresentanti il potere di dare o togliere la fiducia al Governo, e nellfarticolo 60 viene inoltre stabilito che gil bilancio dello Stato deve essere preventivamente presentato alla Camera dei Rappresentantih. Per quanto riguarda i disegni di legge, nellfarticolo 59 della Costituzione Giapponese viene stabilito che gdopo essere stati approvati dalla Camera dei Rappresentanti, se differiscono nella forma approvata alla Camera dei Consiglieri, essi diventano legge una volta che vengono riapprovati se votati dai due terzi della Camera dei Rappresentantih. Viene allo stesso modo riconosciuta una posizione di supremazia della Camera dei Rappresentati anche nel caso dellfapprovazione del bilancio dello Stato (art. 60) e dellfaccettazione da parte del Parlamento dei trattati.

A tal riguardo, nella Costituzione Italiana non esistono articoli simili. Per esempio, ci sono regole tipo quelle dellfarticolo 70 che recita gLa funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camereh, mentre lfarticolo 72 recita che gogni disegno di legge, presentato ad una Camera è, secondo le norme del suo regolamento, esaminato da una commissione e poi dalla Camera stessa, che lfapprova articolo per articolo e con votazione finaleh. Insomma, non esiste una regola che decida nel caso tra le due Camere risultino decisioni differenti. Il premier Renzi riguardo a ciò disse: gOgni proposta di legge viene mandata avanti e indietro tra le due Camere come in una sorta di ping-pong. Un sistema del genere esiste solo in Italiah. E ha aggiunto che proprio questo tipo di sistema fa ritardare le decisioni politiche, e che ha prodotto un sistema politico in cui si sono avvicendati ben 63 governi nellfarco di 70 anni, dal dopoguerra ad oggi. Per questi motivi il punto centrale della riforma costituzionale di Renzi era quello di rompere il gsistema del bicameralismo paritario perfettoh.

Lfarticolo 55 della Costituzione Italiana, facente parte della Seconda Parte gOrdinamento della Repubblicah, Titolo I gIl Parlamentoh, gLe due Camereh, recita così: gIl Parlamento si compone della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica. Il Parlamento si riunisce in seduta comune dei membri delle due Camere nei soli casi stabiliti dalla Costituzioneh.

Le modifiche a questo articolo erano le seguenti:
ƒ{ƒ‹ƒg•ƒiƒbƒg gIl Parlamento si compone della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.
ƒ{ƒ‹ƒg•ƒiƒbƒg Le leggi che stabiliscono le modalità di elezione delle Camere promuovono l'equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza.
ƒ{ƒ‹ƒg•ƒiƒbƒg Ciascun membro della Camera dei deputati rappresenta la Nazione.
ƒ{ƒ‹ƒg•ƒiƒbƒg La Camera dei deputati è titolare del rapporto di fiducia con il Governo ed esercita la funzione di indirizzo politico, la funzione legislativa e quella di controllo dell'operato del Governo.
Il Senato della Repubblica rappresenta le istituzioni territoriali ed esercita funzioni di raccordo tra lo Stato e gli altri enti costitutivi della Repubblica. Concorre all'esercizio della funzione legislativa nei casi e secondo le modalità stabiliti dalla Costituzione, nonché all'esercizio delle funzioni di raccordo tra lo Stato, gli altri enti costitutivi della Repubblica e l'Unione europea. Partecipa alle decisioni dirette alla formazione e all'attuazione degli atti normativi e delle politiche dell'Unione europea. Valuta le politiche pubbliche e l'attività delle pubbliche amministrazioni e verifica l'impatto delle politiche dell'Unione europea sui territori. Concorre ad esprimere pareri sulle nomine di competenza del Governo nei casi previsti dalla legge e a verificare l'attuazione delle leggi dello Stato.
ƒ{ƒ‹ƒg•ƒiƒbƒg Il Parlamento si riunisce in seduta comune dei membri delle due Camere nei soli casi stabiliti dalla Costituzioneh.

Forse ci sono degli errori nella traduzione in giapponese, ma premesso ciò, è chiaro che il diritto di legiferare della Camera Alta (il Senato della Repubblica) veniva fortemente limitato. Dal mio punto di vista Renzi mirava a dar vita a un sistema sostanzialmente monocamerale.

Articolo 57 della Costituzione Italiana
Nellfattuale Costituzione regola il metodo con cui vengono eletti i senatori, e recita: gIl Senato della Repubblica è eletto a base regionale. Il numero dei senatori elettivi è di trecentoquindici, sei dei quali eletti nella circoscrizione Estero.h
Nella proposta di riforma invece recitava: gIl Senato della Repubblica è composto da novantacinque senatori rappresentativi delle istituzioni territoriali e da cinque senatori che possono essere nominati dal Presidente della Repubblica.h
Insomma il numero di senatori sarebbe sceso da 315 a 100, ma non sarebbero stati scelti attraverso unfelezione, e in più 5 di essi sarebbero stati nominati dal Presidente della Repubblica.
Un metodo di selezione simile dei parlamentari non è per niente normale.

Articolo 60 della Costituzione Italiana
Questo articolo regola il periodo di carica elettiva dei parlamentari, e recita: gLa Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica sono eletti per cinque anni.h Nella riforma invece, questo articolo avrebbe riguardato solamente la Camera dei Deputati, escludendo il Senato.

Articolo 70 della Costituzione Italiana
Questo articolo fa parte della Seconda Parte gLa formazione delle leggih ed è il primo articolo di essa. Recita: gLa funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere.h
Nella riforma sarebbe cambiato così come segue:
ƒ{ƒ‹ƒg•ƒiƒbƒg gLa funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere per le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali, e soltanto per le leggi di attuazione delle disposizioni costituzionali concernenti la tutela delle minoranze linguistiche, i referendum popolari, le altre forme di consultazione di cui all'articolo 71, per le leggi che determinano l'ordinamento, la legislazione elettorale, gli organi di governo, le funzioni fondamentali dei Comuni e delle Città metropolitane e le disposizioni di principio sulle forme associative dei Comuni, per la legge che stabilisce le norme generali, le forme e i termini della partecipazione dell'Italia alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea, per quella che determina i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con l'ufficio di senatore di cui all'articolo 65, primo comma, e per le leggi di cui agli articoli 57, sesto comma, 80, secondo periodo, 114, terzo comma, 116, terzo comma, 117, quinto e nono comma, 119, sesto comma, 120, secondo comma, 122, primo comma, e 132, secondo comma. Le stesse leggi, ciascuna con oggetto proprio, possono essere abrogate, modificate o derogate solo in forma espressa e da leggi approvate a norma del presente comma.
ƒ{ƒ‹ƒg•ƒiƒbƒg Le altre leggi sono approvate dalla Camera dei deputati.
ƒ{ƒ‹ƒg•ƒiƒbƒg Ogni disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati è immediatamente trasmesso al Senato della Repubblica che, entro dieci giorni, su richiesta di un terzo dei suoi componenti, può disporre di esaminarlo.
ƒ{ƒ‹ƒg•ƒiƒbƒg Nei trenta giorni successivi il Senato della Repubblica può deliberare proposte di modificazione del testo, sulle quali la Camera dei deputati si pronuncia in via definitiva. Qualora il Senato della Repubblica non disponga di procedere all'esame o sia inutilmente decorso il termine per deliberare, ovvero quando la Camera dei deputati si sia pronunciata in via definitiva, la legge può essere promulgata.
ƒ{ƒ‹ƒg•ƒiƒbƒg L'esame del Senato della Repubblica per le leggi che danno attuazione all'articolo 117, quarto comma, è disposto nel termine di dieci giorni dalla data di trasmissione. Per i medesimi disegni di legge, la Camera dei deputati può non conformarsi alle modificazioni proposte dal Senato della Repubblica a maggioranza assoluta dei suoi componenti, solo pronunciandosi nella votazione finale a maggioranza assoluta dei propri componenti.
ƒ{ƒ‹ƒg•ƒiƒbƒg I disegni di legge di cui all'articolo 81, quarto comma, approvati dalla Camera dei deputati, sono esaminati dal Senato della Repubblica, che può deliberare proposte di modificazione entro quindici giorni dalla data della trasmissione.
ƒ{ƒ‹ƒg•ƒiƒbƒg I Presidenti delle Camere decidono, d'intesa tra loro, le eventuali questioni di competenza, sollevate secondo le norme dei rispettivi regolamenti.
ƒ{ƒ‹ƒg•ƒiƒbƒg Il Senato della Repubblica può, secondo quanto previsto dal proprio regolamento, svolgere attività conoscitive, nonché formulare osservazioni su atti o documenti all'esame della Camera dei deputati.h

Nella mia traduzione giapponese ci saranno sicuramente alcuni errori, ma questo articolo 70 con la proposta di riforma sarebbe passato dallfattuale articolo di una riga a uno molto lungo, con molte parti difficili da capire. Io personalmente non riesco a comprendere come mai ci sia stata una proposta di riforma della Costituzione così prolissa.

Oltre agli articoli analizzati in precedenza ce ne sono molti altri nella proposta di riforma, ma è chiaro come, avendo tolto il potere di legiferare al Senato, al Parlamento fosse dimezzato il diritto di fare le leggi dello Stato, che di solito viene chiamato gil massimo dei poteri dello Statoh.
Come già scritto prima, in Italia sia il Presidente della Repubblica sia il Presidente del Consiglio dei Ministri non vengono eletti con una procedura democratica, e per questo cfè il grande problema se realmente un sistema monocamerale sia buono per il Paese dal punto di vista della democrazia stessa.

In verità già dal giugno del 2016 cferano forti opinioni contrarie alla proposta di riforma, e si poteva già pronosticare che venisse rifiutata. Per questo una parte del Partito Democratico del centro-sinistra, il centro-destra di Berlusconi, lfestrema sinistra e lfestrema destra, e il Movimento Cinque Stelle, e quindi una ampia fascia della politica appoggiava il NO al referendum.
A proposito, a proporre di modificare la Costituzione formando una sola Camera ed eliminando il sistema bicamerale, non è stato Renzi per primo.
Nel giugno del 2016 cfè stato un referendum costituzionale, e al tempo il Governo Berlusconi aveva fatto passare la riforma nel 2003 al Senato e nel 2005 alla Camera. A tal riguardo, proprio nel 2006 il centro-sinistra di Prodi aveva vinto alle elezioni politiche e ci fu il cambio di governo, e quindi alla fine a questo referendum il NO vinse con il 61,3%, facendo cadere la riforma.
In quellfoccasione, nella riforma costituzionale, Berlusconi propose di creare un sistema di governo con elezione diretta del Presidente, e in una parte proponeva di passare a un sistema monocamerale, di dare solo alla Camera la possibilità di togliere la fiducia al Premier e di fare le leggi, e di far sì che il Senato fosse solo un rappresentante delle Regioni e che fosse arbitro dei rapporti tra Governo e Regioni stesse. In questo modo Berlusconi mirava a creare un Governo più forte politicamente.

La riforma costituzionale proposta dal centro-destra di Berlusconi, che mirava ad geliminare completamente il sistema bicamerale perfettoh, è stato riproposto dieci anni dopo dal centro-sinistra di Renzi. Mi chiedo che cosa si possa pensare di una tale situazione politica, e penso che sia una questione che faccia riflettere. Tuttavia, vedendo il risultato del 60% dei contrari con cui in entrambi i casi non è passata la riforma, possiamo dire che la coscienza democratica del popolo italiano non è variata.

Avv. Reiko Atsumi
Trad. Diego Lasio


posted by Studio Legale Kanayama at 12:55| Vento d'italia

2016”N12ŒŽ28“ú

Il referemdum sulla Riforma della Costituzione Italiana

Il referendum sulla Riforma della Costituzione Italiana - 1


Il 4 dicembre 2016 in Italia si è svolto il referendum che doveva confermare la riforma della Costituzione italiana. La percentuale di votanti è stata del 65,47% e il risultato è stato del 59,11% di contrari e del 40,89% di favorevoli alla conferma della legge sulla riforma costituzionale, per cui il referendum non è passato. Tra le 20 Regioni italiane il Sì ha vinto in Toscana, Emilia-Romagna e Trentino Alto Adige, mentre in tutte le altre Regioni la maggioranza ha votato No.
Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi aveva precedentemente affermato che gse il referendum non fosse passato avrebbe dato le dimissioni, in quanto sarebbe stato un voto di giudizio sul suo governo.h Il 5 dicembre 2016, appena i risultati del referendum sono stati chiari, lui ha dato le dimissioni.
In seguito a ciò la situazione politica e dei mercati in Italia è quella che è descritta sui giornali ma, per quanto mi riguarda, vorrei fare qualche considerazione riguardo i contenuti della proposta di riforma costituzionale in cui il premier Matteo Renzi ha messo in gioco la sua vita politica.

Prima di tutto, nella Costituzione della Repubblica italiana (d'ora in avanti la chiamerò solo Costituzione italiana), le procedure per riformarla sono le seguenti. Per quanto riguarda la traduzione della Costituzione della Repubblica Italiana ho consultato il libro "Le Costituzioni del mondo con spiegazione" della casa editrice Sanseido.

Articolo 138 della Costituzione.
"Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione.
Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.
Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti."

Con il termine "componenti di ciascuna Camera" si intendono i membri delle due camere, i deputati (la Camera Bassa viene chiamata Camera dei deputati) e senatori (la Camera Alta viene chiamata Senato).
La riforma costituzionale di Renzi è stata portata avanti seguendo le procedure di questo articolo e il 12 aprile 2016 è stata approvata per la seconda volta alla Camera, mentre il 18 aprile è stata promulgata come legge di riforma costituzionale. In seguito la Corte costituzionale ha riconosciuto valide le 500.000 firme necessarie per indire il referendum popolare.
A proposito, nonostante per questa votazione fosse necessaria lfassoluta approvazione della riforma costituzionale, il premier Matteo Renzi ha detto che con questo voto si sarebbe giocato la sua posizione politica, ma il perché di questa necessità, non è molto chiaro ai giapponesi.

Per il premier giapponese, cioè il Presidente del consiglio dei ministri, l'articolo 67 della Costituzione giapponese recita: "il Presidente del consiglio dei ministri viene scelto all'interno del Parlamento, che lo nomina". Per quanto riguarda gli altri ministri l'articolo 68 della Costituzione giapponese recita: "il Presidente del consiglio dei ministri affida l'incarico ai ministri del governo. Deve scegliere la maggioranza di essi tra i membri della Dieta giapponese."
Questo sistema in cui il Governo e il Parlamento sono collegati tra loro viene chiamato gsistema dei ministri parlamentarih, e in pratica gsi tratta di un sistema in cui dopo aver separato il potere governativo dal potere legislativo, per la necessità di separare i poteri dello Stato, si basa sul principio democratico per cui il potere governativo è sotto il controllo popolare. Si fondono così i principi del liberalismo e della democrazia. Per il sistema dei ministri parlamentari, riguardo il rapporto tra Governo e Parlamento, viene riconosciuta a questfultimo una supremazia tale da decidere dellfesistenza del primo, e si dice che la nascita e la durata del Consiglio dei Ministri siano legate strettamente alla volontà dei parlamentari.h (Costituzione Giapponese – Libro 1, di Shiro Kiyomiya)

A tal proposito, il Presidente del Consiglio italiano viene eletto secondo le seguenti modalità.
Lfarticolo 92 della Costituzione Italiana recita: gIl Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri, e su proposta di questo, i ministri.h Ma il Presidente della Repubblica Italiana non viene eletto dal popolo come avviene per esempio negli Stati Uniti dfAmerica.
Lfarticolo 83 della Costituzione Italiana recita: gIl Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri.h Inoltre, riguardo la possibilità di essere eletti a questa carica, lfarticolo 84 recita: gPuò essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta anni dfetà e goda dei diritti civili e politici.h Non cfè dunque la necessità che sia un parlamentare.
Per quanto riguarda la fase successiva alla carica ricevuta dal Presidente della Repubblica, lfarticolo 94 della Costituzione Italiana recita: gIl Governo deve avere la fiducia delle due Camere. (...) Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia. Il voto contrario di una o dfentrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni.h Per questi motivi il rapporto tra Governo e Parlamento è molto sottile, e non si può far altro che dire che la democrazia sia molto debole.
In altre parole, poichè il Presidente del Consiglio italiano non viene eletto direttamente dal popolo ma viene nominato dal Presidente della Repubblica, riceve la carica senza avere nessuna fiducia dal popolo stesso. Dal punto di vista del popolo, non si va oltre la possibilità di scegliere i parlamentari attraverso le elezioni, e dopo si è stabilito che non gli riguarda affatto chi sarà incaricato di essere il Presidente della Repubblica o il Presidente del Consiglio dei ministri. Il popolo italiano potrebbe pensare più o meno così: gRenzi? E chi è costui?h A proposito, quando Renzi nel febbraio del 2014 ricevette la nomina dal Presidente della Repubblica Napolitano, era il Segretario del Partito Democratico, di centro-sinistra.

Ci sono anche altre grandi differenze tra il premier giapponese e quello italiano.
In Giappone il Presidente del Consiglio dei Ministri è, per convenzione, un membro della Camera dei Rappresentanti (Camera Bassa). Per quanto riguarda la durata della carica di deputato della Camera dei Rappresentanti, lfarticolo 45 della Costituzione giapponese recita: gI deputati della Camera dei Rappresentanti restano in carica per 4 anni. Tuttavia, in caso di scioglimento della Camera, la durata della carica termina prima dei 4 anni.h Per questo motivo, siccome al massimo dopo 4 anni questa carica scade perchè ci sono le elezioni, si deve richiedere la fiducia agli elettori. Inoltre, nei casi in cui per le questioni importanti riguardanti il Governo il Presidente del Consiglio chieda la fiducia del popolo, poichè secondo gli articoli 7 e 69 della Costituzione giapponese può sciogliere la Camera dei Rappresentanti, attraverso le gelezioni politiche di scioglimentoh si ottiene che si deve riavere la fiducia.
Dallfaltro lato, siccome la carica di Presidente del Consiglio italiano non ha un limite di durata, e non ha neanche il diritto di chiedere lo scioglimento delle Camere, non ha alcuna possibilità di avere la fiducia del popolo. Per questo motivo, come capo dellfesecutivo, lfunico mezzo che ha per richiedere la fiducia del popolo riguardo la condotta del suo Governo sono i referendum popolari. In Italia i referendum popolari sono molto frequenti, ma sullo sfondo si può pensare che siano legati a quello che ho descritto sopra. Per questo motivo si dice che i referendum popolari italiani gdiventino di volta in volta unfoccasione di tattica e lotta politica tra i partiti per farsi opposizione.h
In verità, ad avere la possibilità di chiedere lo scioglimento delle Camere non è il Presidente del Consiglio ma il Presidente della Repubblica, e lfarticolo 88 della Costituzione italiana recita: gIl Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse. Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato...h

Nella proposta di riforma costituzionale presentata da Renzi in questa occasione, si proponeva di indebolire il potere del Parlamento, ma mi viene da pensare che proprio in ciò ci sia stata una forma di sfiducia nei confronti di un premier che non aveva ricevuto nessuna fiducia attraverso elezioni popolari. Tuttavia non si può proprio dire che Renzi sia stato sconfitto, perchè non si può trascurare il fatto che ha ricevuto il 40% degli appoggi, e non si può prevedere cosa succederà in Italia a livello politico nel prossimo futuro.


Avv. Reiko Atsumi
Trad. Diego Lasio
posted by Studio Legale Kanayama at 11:05| Vento d'italia

2016”N11ŒŽ11“ú

Il Giappone e' al 111 posto

Il Giappone è al 111̊ posto.


Il 26 ottobre 2016 il World Economic Forum ha reso noti i dati relativi al divario tra i due sessi nel rapporto "Varie disparità tra i due sessi nel mondo - 2016".
Circa tre anni fa avevo scritto l'articolo "Il Giappone è al 105‹ posto", e da allora il nostro Paese anziché salire di posizioni è sceso ancora di più. Perché mai?
Insomma, il Giappone è al 111‹ posto su 144 Paesi.
Guardando i primi 10 posti della classifica, i primi posti sono dominati dai Paesi del Nord Europa, con al primo l'Islanda, al secondo la Finlandia, al terzo la Norvegia, al quarto la Svezia, al quinto il Ruanda, al sesto l'Irlanda, al settimo le Filippine, all'ottavo la Slovenia, al nono la Nuova Zelanda, al decimo il Nicaragua.
Guardando i Paesi che hanno partecipato al G7 tenutosi a Iseshima in Giappone, troviamo la Germania al 13‹ posto, la Francia al 17‹, l'Inghilterra al 20‹, il Canada al 36‹, l'America al 45‹ e l'Italia al 50‹. Tra i Grandi Sette il Giappone si piazza all'ultimo posto, ed essendo anzi miseramente oltre la 100 posizione, si potrebbe dire che non abbia neanche i requisiti per far parte del G7.
Confrontiamo la posizione del Giappone nei vari anni e vediamo che nel 2006 stava allf80‹ posto, nel 2007 al 91‹, nel 2008 al 98‹, nel 2009 al 101‹, nel 2010 al 94‹, nel 2011 al 98‹, nel 2012 al 101‹, nel 2013 al 105‹, nel 2014 al 104‹, nel 2015 al 101‹, e infine nel 2016 al 111‹, il piazzamento peggiore di sempre. La condizione sociale delle donne giapponesi anziché migliorare, peggiora sempre di più.
Insomma, la disparità tra uomini e donne in Giappone, considerata sia a livello internazionale sia a livello di progressione temporale, è in una condizione pessima.
Questo indice si ottiene tenendo in considerazione quattro valori di discriminazione tra uomini e donne (partecipazione alla vita economica e opportunità; educazione scolastica; salute e durata della vita; potere di influenza politica), che vengono valutati separatamente per ogni Paese.
La posizione globale del Giappone è la 111a, ma nel settore della gpartecipazione alla vita economica e opportunitàh è la 118a, in quello dell'heducazione scolasticah la 76a, in quello della gsalute e della durata della vitah la 40a, in quello del gpotere di influenza politicah la 103a.
All'interno di queste quattro categorie ci sono altre 14 sottocategorie. All'interno della categoria economica, nelle gstime di guadagnoh siamo al 100‹ posto, nelle gposizioni di manager, alti livelli di amministrazione pubblica e legislativah siamo al 113‹, nel settore del glavoro tecnico e specialisticoh siamo al 101‹; nel settore dell'educazione scolastica siamo al 108‹ posto nella categoria di geducazione di alto livelloh; nel settore della politica siamo al 122‹ posto nella categoria della gpercentuale di donne in Parlamentoh.
In particolare per quanto riguarda la gpercentuale di donne in Parlamentoh, che è la posizione peggiore, secondo i dati della Presidenza del Consiglio, al dicembre del 2015, nella Camera dei Rappresentanti (la Camera Bassa) le donne sono solo il 9,5% (45 membri), mentre nella Camera dei Consiglieri (la Camera Alta) sono solo il 15,7% (38 membri). E ancora, nella percentuale di donne nei posti di lavoro statali, il numero di dirigenti donne delle sedi centrali degli uffici amministrativi ministeriali è del 3,5%, mentre la percentuale di alti dirigenti donne di questi uffici è del 3%. In questa situazione è inevitabile che lfopinione delle donne non venga rispettata dalla politica.

In confronto a questa condizione del Giappone, quella dellfItalia è fantastica. Mentre nel 2006 lfItalia era nella 77a posizione, e il Giappone nellf80a, e quindi quasi sullo stesso livello, nel 2016 lfItalia è riuscita a salire fin ben alla 50a posizione.
Osservando la posizione dellfItalia nelle quattro macro-categorie, nella gpartecipazione alla vita economica e opportunitàh si trova al 117‹ posto, nellfheducazione scolasticah al 56‹, nella gsalute e durata della vitah al 72‹ posto, nel gpotere di influenza politicah al 25‹ posto.
Per quanto riguarda la gpartecipazione alla vita economica e opportunitàh il Giappone si trova al 118‹ posto, e quindi ha una disparità tra uomini e donne quasi simile allfItalia, ma se si guarda al gpotere di influenza politicah il Giappone si trova ben 80 posizioni sotto lfItalia, cioè al 103‹ posto. In particolare, nella gpercentuale di donne in Parlamentoh lfItalia si trova al 39‹ posto, e nel gnumero di ministri donneh si trova in altissima posizione, al 10‹ posto.
Infine, sulla gClassifica delle percentuali di donne in Parlamentoh del 2015, che compare sulla bacheca della IPU (Inter-Parliamentary Union), si legge una statistica in cui su 189 Paesi lfItalia si trova al 38‹ posto con il 30,109% (286 parlamentari donne), mentre il Giappone si trova al 147‹ posto con lf11,60% (83 parlamentari donne).

Analizzando dunque queste classifiche mondiali, si può capire bene che tipo di leggi e di sistema si dovrebbero creare, e che tipo di abitudini si dovrebbero cambiare.


Avv. Atsumi Reiko
Trad. Lasio Diego
posted by Studio Legale Kanayama at 13:16| Sulla parita' dei sessi

2016”N10ŒŽ25“ú

L'approvazione della Legge sull' Uguaglianza

Lfapprovazione della Legge sullfUguaglianza



Vorrei parlarvi della Legge sullfUguaglianza, che tutti voi conoscete.
Viene chiamata abbreviatamente Legge sullfUguaglianza, ma il vero nome attuale di questa legge è gLegge riguardante la preservazione delle pari opportunità e del paritario trattamento tra uomini e donne nellfambito lavorativoh.

Questa legge è stata approvata il 17 maggio del 1985 (anno 60 dellfEra Showa), ed è entrata in vigore il 1 aprile del 1986 (anno 61 dellfEra Showa).
A proposito, non è una cosa molto risaputa, ma la Legge sullfUguaglianza è stata formulata come una revisione della gLegge sul benessere delle donne lavoratricih, che fu approvata nel 1972 (anno 47 dellfEra Showa). Per questo se la si cerca nella raccolta dei Sei Codici, cfè scritto che è stata promulgata il 1 luglio dellfanno 47 dellfEra Showa. Forse perchè è una revisione della precedente legge, ma quando fu approvata nel 1985 il suo nome completo era gLegge riguardante lo sviluppo del benessere delle donne lavoratrici attraverso la preservazione delle pari opportunità e del paritario trattamento per uomini e donne nellfambito lavorativoh.

Il fatto che si sia proceduto con una revisione, nonostante il nome, i fini e il contenuto della legge fossero completamente diversi, dà una sensazione strana, ma in verità anche lfattuale gCostituzione del Giapponeh è stata approvata attraverso una procedura di revisione della gCostituzione del Grande Giapponeh.
Allfinizio della gCostituzione del Giapponeh cfè scritto: g Io come Altezza, adeguandomi alla volontà del popolo giapponese, sono profondamente felice che si sia arrivati a fissare le fondamenta per la costruzione di un nuovo Giappone, e approvo la modifica della Costituzione Imperiale ottenuta attraverso il voto del Parlamento Imperiale in osservazione della Legge 73 della Costituzione Imperiale stessa e in seguito alle consultazioni avute nelle stanze dello Stato, e qui la promulgo.h
Cfè chi dice che lfattuale Costituzione sia stata fatta scrivere forzatamente dagli Stati Uniti dfAmerica, ma se così fosse, allora gli Stati Uniti avrebbero forzato la modifica per intero, compresa la parte in cui dice che lfimperatore di allora era profondamente felice di approvarla, o che si sono consultati con le stanze dello Stato, o che il parlamento imperiale lfaveva votata.

Tornando al discorso sulla Legge dellfUguaglianza, poiché negli Anni Sessanta cfera una grande discriminazione verso le donne lavoratrici, è stata richiesta ad alta voce una legge sullfuguaglianza nel lavoro dai sindacati e dalle associazioni di cittadine. Anche se le donne volevano continuare a lavorare, le ditte di allora le allontanavano dal posto di lavoro producendo dei regolamenti che prevedevano cose come il pensionamento a 30 anni o le dimissioni per matrimonio, e inoltre lo stipendio era circa la metà di quello degli uomini. Ovviamente, poi, le donne non avevano nessun tipo di promozione di livello nè aumento salariale.
Tuttavia il Governo e il mondo delle aziende ignorarono completamente queste richieste da parte delle donne, e nonostante ci fossero molte voci contrarie, approvarono questa Legge sullfUguaglianza.
In questa Legge sullfUguaglianza ci sono parecchi punti che non vanno. Per prima cosa, anche se si parla di guguaglianzah, questa non riguarda pari condizioni di lavoro o di trattamento, ma solo gpari opportunitàh; secondo, siccome per il datore di lavoro cfè scritto solo che ha il gdovere di impegnarsih, le donne lavoratrici non hanno nessuna possibilità di fare qualcosa nei confronti di un datore di lavoro che non rispetta questa legge; terzo, con la revisione in questa legge sullfuguaglianza sono state abolite le norme che proteggevano le donne riguardo gli orari lavorativi come le ore di straordinario e le ore di lavoro notturno previste dalla Legge sugli Standard del Lavoro.
In poche parole, nello stesso tempo hanno perso le gprotezionih e non hanno ricevuto nessun tipo di guguaglianzah.

A proposito, cfè un libretto di ben 150 pagine intitolato gPer lfuguaglianza tra uomini e donne che lavorano – verso lfistituzione della Legge sullfUguaglianza dei lavoratorih, pubblicato dallfAssociazione degli Avvocati del Giappone nellfottobre del 1983 (anno 58 dellfEra Showa). A pagina 21 di questo libretto cfè pubblicata la gbozza con le linee guida della Legge sullfUguaglianza tra uomini e donne che lavoranoh. Siccome era solo una bozza, alla fine non è stata messa alla luce, ma si può capire bene come la pensava lfAssociazione degli Avvocati del Giappone di allora.

Negli gobiettivih riportati nellfarticolo 1 ci sono scritte le seguenti cose:
gQuesta legge pone lfuguaglianza tra uomini e donne come obiettivo di base, e alla luce del fatto che i diritti delle lavoratrici sono dei diritti fondamentali dellfuomo che non possono assolutamente essere ignorati al fine di assicurare la dignità della persona, e riguardo il periodo di lavoro e il trattamento, è vietato agli utilizzatori di discriminare le donne, e allo stesso tempo attraverso la necessità di arrivare alla creazione di una procedura rapida e corretta che aiuti le donne in caso di una violazione di diritti o di guadagni dovuta a quel trattamento di discriminazione, si pone quindi lfobiettivo di arrivare velocemente a unfuguaglianza tra uomini e donne nellfambito lavorativo.h

Nella gdefinizione di discriminazione nel trattamentoh dellfarticolo 2, ci sono scritte le seguenti cose:
gComma 1 In questa legge per trattamento discriminatorio nei confronti delle donne, si intendono i seguenti casi.
1) Un trattamento discriminatorio che provochi una diseguaglianza o uno svantaggio, giustificato dal fatto che a subirlo è una donna
2) Un trattamento discriminatorio che provochi una diseguaglianza o uno svantaggio, giustificato da condizioni particolari come età, il fatto di essere sposata o meno, di avere figli o meno, dal curriculum scolastico o dallfaspetto fisico, ecc.
3) Un trattamento svantaggioso, che anche se non rivolto espressamente alle donne, nei fatti produca una esclusione o uno svantaggio solo alle donne
4) Giustificato dallfuso di un diritto che protegge le donne fissato dalle Legge sugli Standard del Lavoro o altre leggi, un trattamento svantaggioso

Comma 2 Ogni misura speciale per la veloce attuazione dellfuguaglianza tra uomini e donne e per la protezione delle donne prevista dalla Legge sugli Standard del lavoro, non viene vista come trattamento discriminatorio.h

E andando un pof più avanti:
Nelle gpeneh previste nellfarticolo 7, ci sono scritte le seguenti cose:
gPer le seguenti azioni si prevedono delle pene, previste al punto 1 e 2 come di doppia responsabilità dellfazienda e della persona fisica, e queste pene verranno applicate sia a chi commette effettivamente lfinfrazione, sia allfazienda:
1 trattamento discriminatorio che infrange le norme previste da questa legge
2 un azione illegale riguardante le procedure di indagine o di udienza sul caso
3 infrazione di un ordine che prevenga queste discriminazioni

Anche solo leggendo fino a qui, si capisce abbastanza che la gLegge sullfUguaglianzah approvata nel 1985, non rispondeva affatto alle richieste fatte dalle donne.

Avv. Reiko Atsumi
Trad. Diego Lasio
posted by Studio Legale Kanayama at 10:46| Sulla parita' dei sessi

2016”N09ŒŽ20“ú

Modifica del codice civile Periodo di divieto di risposarsi

Modifica del Codice Civile
Periodo di divieto di risposarsi

Avv. Atsumi Reiko

1, Contenuti delle modifiche
Il 1 giugno del 2016 è stato modificato lfarticolo 733 del Codice Civile, ed è entrato in vigore il 7 giugno.

Il testo del vecchio articolo 733 era il seguente:
gComma 1, Una donna non può risposarsi se non dopo che sono passati 6 mesi dal giorno della invalidazione o dellfannullamento del matrimonio precedente.
Comma 2, Nel caso in cui la donna fosse in stato di gravidanza da prima dellfinvalidazione o dellfannullamento del matrimonio, il comma precedente non si applica dal giorno del parto in poi.h

Questo è il testo dellfarticolo 733 dopo la riforma:
gComma 1, Una donna non può risposarsi se non dopo che siano passati 100 giorni dalla data della invalidazione o dellfannullamento del matrimonio precedente.
Comma 2, Il precedente comma non viene applicato nei seguenti due casi:
1 Nel caso in cui la donna non fosse in stato di gravidanza nel giorno dellfinvalidazione o dellfannullamento del matrimonio precedente.
2 Nel caso in cui la donna abbia partorito in data successiva a quella dellfinvalidazione o dellfannullamento del matrimonio precedente.h

2, Il vecchio Codice Civile
In verità il vecchio articolo 733 è stato promulgato nel periodo Meiji, per lfesattezza nellfanno 31 dellfEra Meiji (1898).
Nel vecchio Codice Civile lfarticolo 767 legiferava che gLa donna non può risposarsi se non dopo sei mesi dalla data della cancellazione o dellfannullamento del matrimonio precedente.h
Il punto, secondo il membro della Commissione per la ricerca sul Codice Legale, il professor Ume Kenjiro, è che gquesto articolo era stato promulgato per evitare confusione nella linea sanguigna della famigliah. In poche parole, se la donna si fosse risposata dopo il divorzio, sarebbe stato difficile decidere se il bambino nato sarebbe stato figlio del marito precedente o del nuovo marito, e in caso di errore anche la linea sanguigna di discendenza avrebbe avuto degli errori. Nel periodo del vecchio Codice Civile cfera il cosiddetto sistema della Famiglia Padre-Primogenito in cui solo il primogenito maschio poteva ereditare i beni della famiglia, e in cui veniva data particolare importanza alla glinea sanguigna familiareh.
Cfè da meravigliarsi che una legge del genere sia stata modificata solo nel 2016 e che sia stata in vigore per oltre 100 anni.

3, Riguardo questa modifica
Con la modifica il periodo di sei mesi è stato ridotto a 100 giorni, e nel caso si soddisfino i criteri del comma 2 dellfarticolo 733, ci si può risposare anche entro i 100 giorni.
Nei dettagli, è necessario ›1 il certificato medico che certifichi la gravidanza dal giorno dopo il divorzio, ›2 il certificato medico che certifichi in un periodo determinato dopo il divorzio il non stato di gravidanza, ›3 il certificato medico che certifichi il parto dopo la data di divorzio. Inoltre, allegando uno di questi certificati, verrà accettata la registrazione di matrimonio allfufficio dello stato civile. Ovviamente per il certificato medico del dottore sarà necessario effettuare degli esami clinici, che richiederanno anche un certo numero di giorni prestabiliti per avere gli esiti.

4, La sentenza della Corte Suprema di Giustizia e i problemi futuri
A proposito, lfoccasione per attuare questa modifica del Codice Civile è stata una sentenza di cassazione della Corte Suprema di Giustizia del 16 dicembre 2015 (Anno 27 Heisei).
È lfenorme frutto della tenacia di una donna coraggiosa che ha intentato una causa per gprincipio di incostituzionalità dellfarticolo 733 del Codice Civile rispetto allfarticolo 24 comma 2 della Costituzione giapponeseh, vinta combattendo fino al terzo grado di giudizio presso la Corte di Cassazione.
Proviamo a presentare le motivazioni con cui la Corte di Cassazione ha giudicato, riguardo la parte concernente 100 giorni, glfarticolo 733 del Codice Civile contrario alla Costituzione giapponeseh: primo, nella società odierna in cui la medicina e la scienza sono progredite, è difficile giustificare un periodo di divieto posto con i criteri del vecchio Codice Civile; secondo, soprattutto a partire dal periodo Heisei (gli ultimi 25-30 anni) lfetà in cui ci si sposa è salita e sono aumentati anche i divorzi e le seconde nozze, per cui sono sempre più le richieste di diminuire al massimo le restrizioni legate a un nuovo matrimonio; terzo, cfè la tendenza nei vari Paesi del mondo ad eliminare gradualmente le varie leggi che fissavano un limite temporale dopo cui ci si poteva sposare, come per esempio lfabrogazione di queste leggi avvenuta in Germania nel 1998 o in Francia nel 2005; quarto, la libertà di matrimonio viene valutata in modo abbastanza importante dallfarticolo 24 comma 1 della Costituzione giapponese; quinto, se si considera che non si può limitare solo al caso delle seconde nozze il fatto che una donna metta al mondo un figlio dopo esser rimasta gravida da prima del matrimonio, ciò crea dei problemi se si vieta per un certo periodo a una donna in stato di gravidanza di sposarsi solo nel caso di seconde nozze.

Tuttavia, anche ammettendo che il limite venga accorciato a 100 giorni, poichè lfuomo non ha nessuna limitazione temporale del genere e può risposarsi già dal giorno dopo il divorzio, mettere questa limitazione solo alla donna sarebbe una restrizione alla sua libertà personale, e potrebbe essere considerato una discriminazione sessuale nellfambito del matrimonio. Inoltre, visto che al giorno dfoggi con lfesame del DNA si può facilmente verificare la paternità, si può ritenere che non ci sia nessuna possibilità di confusione della glinea sanguigna familiareh.
A tal proposito, il Comitato delle Nazioni Unite per lfEliminazione della Discriminazione contro le Donne continua da qualche tempo a promuovere glfabrogazione di ogni tipo di legge che preveda solo per le donne un periodo di divieto temporale per risposarsih, e anche nel marzo del 2016 ha emanato un altro comunicato per il medesimo obiettivo.


Avv. Reiko Atsumi
Trad. Diego Lasio
posted by Studio Legale Kanayama at 13:24| Sulla parita' dei sessi

2016”N07ŒŽ30“ú

Macche' "le donne brillano"

Macchè gle donne brillanoh!

La nuova canzone delle HKT48, la versione di Fukuoka (città chiamata anche HaKaTa) della band femminile AKB48 (le 48 ragazzine di Akihabara, quartiere di Tokyo), uscita il 13 aprile 2016 e intitolata "Più che Einstein, Dianna Agron", ultimamente è diventata oggetto di discussione per il suo testo.
Vediamo una parte del testo di questa canzone:

Le cose difficili non le penso. Avere la testa vuota va bene.
Le ragazze devono essere carine.
Nel periodo della scuola va bene essere stupide.
Più che al punteggio degli esami faccio caso alla grandezza delle pupille.
Una può studiare tanto ma se non viene amata non ha senso.
Anche se una non conosce il senso comune della società mondiale, l'importante è sapersi truccare bene.
Per le donne l'amore è un lavoro.
Fino a che non si diventa mamme va bene essere bambine.
La cosa più importante di tutte non è proprio riuscire a mantenere una pelle liscia?
Voglio brillare sempre di più! Per le persone l'apparenza è la cosa più importante.
D'altronde l'interiorità non si può vedere.
Essere carine è giusto.

Purtroppo questa è una cosa che molti pensano sulle donne.
Nel 1962 un professore dell'università Waseda ha portato avanti la tesi delle"studentesse senzapatria" dicendo che "la facoltà di letteratura era stata occupata dalle donne e che si era trasformata in una scuola per sposine". In poche parole in questa tesi ha dichiarato che "è senza senso dare alle studentesse un'istruzione di alto livello come quella universitaria, perché è solo uno spreco di soldi pubblici".
Intorno al 1975 ci fu anche un intervento discriminatorio nei confronti di alcune donne che partecipavano al concorso di Stato per entrare in magistratura, da parte di un docente maschio. Furono dette parole come: "non è tollerabile inserire le donne in un mondo in cui gli uomini rischiano la vita", oppure "se si viene nominati a una carica pubblica è ovvio che si dovrà anche cambiare sede di lavoro, ma le donne su questo non è che la fanno troppo facile?"
Per andare a tempi più recenti, nell'agosto del 2015, il governatore maschio della provincia di Kagoshima, mentre partecipava a una riunione sul modo di insegnare agli studenti delle scuole superiori, ha preso la parola per dire qualcosa del tipo: "se chiediamo alle donne se nella società hanno mai utilizzato il seno, il coseno, e la tangente, nove su dieci diranno che non li hanno mai utilizzati. Quindi a che serve insegnarglielo? Più che insegnare alle donne il seno, il coseno e la tangente, forse sarebbe più utile, riguardo i piani per i progetti futuri dell'umanità, insegnar loro qualcosa su piante e fiori del mondo." Se non si continuano gli studi universitari in materie scientifiche, anche tra gli uomini non c'è nessuno che usa la trigonometria al lavoro, quindi non c'era nessuna necessità di limitare questo discorso dicendo "se chiediamo alle donne". Piuttosto nel caso che in futuro si pensi di continuare gli studi in campo umanistico, sarebbe necessario imparare un modo di pensare scientifico nell'insegnamento delle scuole superiori.
E ancora, nel marzo del 2016 il preside uomo di una scuola media di Osaka, al convegno nazionale di tutte le scuole del Paese, ha preso la parola per dire: "Per le donne la cosa più importante di tutte è mettere al mondo due o più figli. Questo ha più valore che fare carriera nel lavoro." È ovvio che a mettere al mondo i bambini possono essere solo le donne. Tuttavia a decidere se "ha più valore mettere al mondo dei bambini che fare carriera nel lavoro", come dice lui, devono essere le donne. Nel 1994 alla "Conferenza internazionale su popolazione e sviluppo" tenuta al Cairo, è stata portata avanti la teoria sulla salute dei diritti riguardanti il sesso e la procreazione, cioè reproductivity, health and rights, che riconosce ampiamente il concetto del "diritto personale riguardo il parto". Non è assolutamente un problema se le donne danno la precedenza al lavoro. Le studentesse, come donne, come avranno preso le parole pronunciate dal preside in quel convegno?
Ancora oggi come nel passato molti pensano che per le donne vada bene essere stupide, e che le donne debbano entrare in una famiglia e fare tutto quello che dice il marito.

A proposito della canzone, leggendola ora quello che più mi ha dato un senso di disagio è stata la frase "voglio brillare sempre di più". Mi è venuto da pensare che forse il loro "brillare" è essere nella condizione di "avere la testa vuota, non conoscere il senso comune, ma essere brave a truccarsi e avere la pelle liscia per essere carine".

Recentemente il Primo Ministro Abe sta portando avanti varie riforme dicendo di volere costruire "una società in cui tutte le donne brillino".
Per esempio nellfottobre del 2014 secondo il gPacchetto di misure per far brillare tutte le donneh messo assieme dal Quartier Generale per la creazione di una società in cui tutte le donne brillanoh, gil fatto che le donne brillano, si collega alla costruzione di una società che abbia vitalità e in cui sia più facile vivereh e si spiega che ciò riguarda gla costruzione di un sistema e di unforganizzazione di una società in cui sia facile vivere dal punto di vista delle donne, dove è più facile allevare i bambini, si possa assistere gli anziani e agli invalidi in tranquillità, si possa lavorare in maniera leggera adattandosi alle varie fasi della vita, si possa entrare in contatto abbastanza con la famiglia e con il territorioh. Inoltre, la prima delle sei misure prevede la costruzione di mezzi specifici per soddisfare le aspettative delle donne che gvogliono portare avanti una gravidanza, partorire, crescere i figli e prendersi cura degli anziani e degli invalidi.h
Alla fine è proprio così che la pensa il presidente Abe: il primo significato per gdonne che brillanoh è che gle donne si sposano, mettono al mondo dei figli, li crescono e poi si prendono cura dei genitorih!
A proposito, a scrivere il testo della canzone gPiù che Einstein, Dianna Agronh è stato il famoso Akimoto Yasushi, che sembra piaccia molto ad Abe!

In più, sembra che al sito gLITERAh che ha criticato la discriminazione nei confronti delle donne nel testo della canzone di Akimoto Yasushi, sia arrivata una protesta dalla Azienda manageriale delle AKB che dice di voler gprocedere per diffamazione e vilipendioh.



posted by Studio Legale Kanayama at 16:31| Sulla parita' dei sessi

2016”N06ŒŽ09“ú

Le donne lavoratrici e le legge(1)

Nellfottobre del 2015 il Ministero della Sanità, Lavoro e Previdenza Sociale ha reso pubblico il documento gLe condizioni attuali delle donne lavoratricih.
Secondo questo documento, rispetto allfanno precedente, nel 2014 il numero di donne impiegate è aumentato di 300 mila unità, arrivando a 24 milioni e 360 mila lavoratrici, e rappresentando il 43,5% del totale di 55 milioni e 950 mila lavoratori. Non è dunque esagerato dire che le donne che lavorano sono molte.
Tuttavia, analizzando la realtà delle cose, le donne che lavorano con forme di assunzione a tempo non indeterminato sono aumentate di 360 mila unità, arrivando a 13 milioni e 342 mila. Tra queste forme di assunzione non a tempo indeterminato, ci sono 10 milioni e 420 mila lavoratrici part-time oppure Arubaito (forma di rapporto lavorativo simile al cottimo con retribuzione oraria e senza contributi e assicuraizone sanitaria, NdT), 710 mila lavoratrici interinali, 1 milione 770 mila lavoratrici con contratto a tempo determinato o collaboratrici esterne. Insomma, tra tutte le lavoratrici, ben il 56,7% non ha un contratto a tempo indeterminato.

Così è vero che le donne che lavorano sono aumentate, ma siccome è aumentato anche il numero di donne che lavorano senza un contratto a tempo indeterminato, penso che ci siano tante buone leggi che le lavoratrici dovrebbero conoscere.

Prima di tutto cfè la Legge sugli Standard del Lavoro, che dfora in avanti abbrevieremo chiamandola Legge sul Lavoro.

Questa legge è stata promulgata nellfaprile del 1947 (anno 22 dellfEra Showa), e in seguito è stata modificata più volte, arrivando fino alla forma attuale. È una legge che fissa appunto gli standard che regolano le norme legate al mondo del lavoro. Nellfarticolo 27 comma 2 della Costituzione cfè scritto che gla retribuzione, gli orari di lavoro, le pause e i riposi, e gli altri standard relativi alle condizioni di lavoro, sono fissati dalla leggeh, e proprio per questo la Legge sul Lavoro è stata scritta in base a questo articolo 27 della Costituzione.

Il Capitolo 6.2 della Legge sul Lavoro si intitola gDonne gravide e madri nel periodo dellfallattamentoh.
In verità precedentemente si intitolava gCapitolo 6.2 - Donneh, e prevedeva delle regole che difendevano tutte le donne lavoratrici tramite limitazioni alle ore di lavoro straordinario, alle pause e ai riposi, ma nel 1999 (anno 11 dellfEra Heisei) questa norma è scomparsa, venendo sostituita e limitata alla difesa delle sole gdonne gravide e madri nel periodo dellfallattamentoh.

Lfoggetto di questo Capitolo 6.2 sono le donne lavoratrici che hanno stipulato un contratto di lavoro. Per glavoratoreh lfarticolo 9 della Legge sul Lavoro intende gindipendentemente dal tipo di impiego, una persona utilizzata in unfimpresa o in un ufficio, e che viene pagata con una retribuzione h. Perciò non ci sono differenziazioni nel nominare lavoratori part-time, arubaito, a contratto determinato o collaboratori. Tuttavia i lavoratori interinali devono presentare le loro richieste allfagenzia interinale con cui hanno inizialmente stipulato il contratto di lavoro.
Tanti anni fa, quando una donna venne nel mio ufficio e io le dissi gQuindi Lei è una lavoratrice h, mi rispose dicendo gIo sono una part-timer, non una lavoratrice h. Al giorno dfoggi credo che le donne che la pensano così siano pochissime, ma comunque i part-timer sono ovviamente tra i glavoratori h contemplati dallfarticolo 9 della Legge sul Lavoro, che quindi viene applicata anche a loro.

A proposito, nel Capitolo 6.2 della Legge sul Lavoro ci sono anche i seguenti articoli:
Art. 64.3: limitazioni di lavori pericolosi e nocivi.
Art. 65 comma 1: è vietato far lavorare delle donne durante il periodo di riposo pre-parto (periodo di 6 settimane; 14 settimane in caso di parto gemellare)
Art. 65 comma 2: è vietato far lavorare delle donne durante il periodo di riposo post-parto (periodo di 8 settimane). Tuttavia, è possibile se dopo sei settimane dal parto è la donna a richiederlo.
Art. 65 comma 3: se richiesto dalla donna durante la gravidanza, essa deve essere spostata ad altre mansioni più leggere.
Art. 66 comma 1: se richiesto dalla donna gravida o in fase di allattamento, è vietato far lavorare la donna oltre le ore stabilite dallfarticolo 32 (commi 2, 4 e 5).
Art. 66 comma 2: se richiesto dalla donna gravida o in fase di allattamento, è vietato far fare alla donna orari di lavoro straordinario o farla lavorare in giorni previsti come giorni di riposo, indipendentemente dagli articoli 33 e 36.
Art. 66 comma 3: se richiesto dalla donna gravida o in fase di allattamento, è vietato far lavorare la donna in orari notturni.
Art. 67: tempo di allattamento

Se vediamo cosa succede nel caso in cui unfutente non rispetti questo tipo di articoli, possiamo verificare che la Legge è molto severa.
Dallfarticolo 117 della Legge sul Lavoro sono fissate le clausole penali in caso di infrazione.
Per esempio, lfarticolo 119 recita: gin caso di infrazione delle regole stabilite dalle norme degli articoli dal 64.3 al 67, la legge prevede fino a 6 mesi di carcere ovvero una multa fino a 300 mila yen h.
Ciò significa che questa Legge vuole non solo dare una responsabilità civile a chi la infrange, prevedendo dei semplici rimborsi danni monetari, ma vuole anche dare la responsabilità di chi ha commesso un vero e proprio reato penale. Oltre a questo, lfarticolo 121 della Legge sul Lavoro prevede che anche se a infrangere la legge è stato un amministratore dellfazienda, anche il proprietario dellfazienda deve rispondere delle medesime responsabilità penali. Questa norma viene chiamata gNorma della pena a entrambi h.
Dunque, se ci si chiede il motivo per cui questa Legge sul Lavoro preveda delle clausole penali, è proprio perchè ha in sè le caratteristiche previste dalle Leggi Fondamentali citate nellfarticolo 27 della Costituzione del Giappone. NellfArt. 1 comma 1 della Legge sul Lavoro, cfè scritto che gle condizioni di lavoro devono prevedere le necessità che permettano ai lavoratori una vita degna di una persona h, e poi nellfArt. 2 cfè scritto che ggli standard delle condizioni di lavoro previsti da questa Legge sono i minimi, e le parti interessate ai rapporti di lavoro non possono abbassarli adducendo motivazioni economiche, ma devono anzi sforzarsi perchè essi migliorinoh. Per rendere efficaci e far concretizzare queste idee base della Legge sul Lavoro sono state previste delle clausole penali.

Riguardo alle norme relative alle donne in stato di gravidanza o che hanno partorito ci sono anche la Legge sullfUguaglianza (formalmente detta anche la legge che assicura pari opportunità e trattamento a uomini e donne nel campo lavorativo) e la Legge sul Riposo per la Cura e lfAssistenza dei Figli (formalmente detta anche la legge che regola il welfare del lavoratore che per curare o assistere i figli o la famiglia prende dei riposi), ma nel loro caso le clausole penali nei confronti degli utenti sono assolutamente insufficienti.
Per questo motivo è bene che tutti i lavoratori conoscano approfonditamente gli articoli della Legge sul Lavoro.

Avv. Atsumi Reiko
Trad. Lasio Diego

posted by Studio Legale Kanayama at 16:48| Sulla parita' dei sessi